L'eclettismo della gastronomia marchigiana

L'ECLETTISMO DELLA GASTRONOMIA MARCHIGIANA

 

 

Esistono dei territori, nella penisola italiana, che non sono soltanto tali.

Esistono dei territori in Italia, infatti, che si pongono come segno di unione, di congiungimento tra tradizioni ed espressioni di vita differenti.

Uno di questi sono indubbiamente le Marche, luogo di congiungimento e di raccordo tra Nord e Sud italiano, capace di fondere in se stesso caratteristiche sia dell'uno che dell'altro.

E' questa forse la ricchezza maggiore delle Marche, terra di passaggio ma non solo, terra da scoprire in tutto il suo fascino più nascosto. Non a caso del resto, tra le varie regioni italiane solo una può vantare un nome al plurale, le Marche per l'appunto, testimonianza privilegiata del suo carattere eclettico e versatile.

Tali caratteristiche si riflettono in primis sul territorio marchigiano, capace di passare da territori montuosi di più di 2000 m a zone marine e costiere nell'arco di poco tempo, attraversando dolci colline e boschi appenninici pieni di pregiati tartufi.

L'eclettismo del territorio marchigiano si riflette poi, in tutta la sua interezza, nella gastronomia tipica della regione, capace di essere allo stesso tempo cucina di mare e di rifugi montani, di ambienti appenninici ma anche contadini, senza tuttavia perdere la semplicità che più la contraddistingue.

Citiamoli allora alcuni dei principali piatti tipici marchigiani, scoprendone insieme le caratteristiche peculiari.

Parlavamo di semplicità pocanzi. Ebbene, testimonianza principale della semplicità unita al gusto sono certamente le famose olive ascolane, grandi e carnose, formate con un impasto a base di carne (manzo, maiale e pollo) cotte a lungo con burro, olio, sedano, carota e cipolla. Una vera specialità.

Proseguiamo poi con un piatto tipico maceratese, i c.d. vincisgrassi , una variante delle più classiche lasagne. Guai, però, a non confonderli e a dire che tra i due piatti non ci sono differenze. Molti abitanti locali potrebbero infatti risentirsi, e a ragione. La sfoglia all’uovo dei vincisgrassi è condita strato per strato con un robusto ragù di animelle e frattaglie di pollo, con l’aggiunta di besciamella e parmigiano. Le sue origini risalgono addirittura al Settecento, ma la sua tradizione e il suo gusto continuano ancora a sorprendere in tutta la loro attualità.

Parlavamo, infine, di eclettismo per indicare la gastronomia marchigiana. Esso risulta ben rappresentano dai famosi brodetti di pesce, capaci di essere preparati nelle Marche in ben 4 varianti differenti, non tanto per il tipo di pesce utilizzato quanto piuttosto per la presenza di alcuni ingredienti tipici. Una zona usa infatti la conserva ( concentrato di pomodoro) diluita nell'olio, un'altra la zafferanella, un'altra ancora salsa di pomodoro o addirittura aceto, pomodori verdi e peperoni.

Insomma, la gastronomia marchigiana può davvero dirsi unica nel suo genere.

E' questa del resto la ragione principale per cui le aziende alimentari marchigiane sono così numerose e in salute, nonostante i difficili tempi della crisi economica. I prodotti tipici marchigiani sembrano infatti resistere anche alle difficoltà economiche degli ultimi anni, facendo così prevalere il sapore al grigiore economico.

Ma il tutto, forse, non sorprende neanche troppo.

Lo abbiamo detto, infatti, le Marche sono davvero una regione sui generis, oltre che al plurale.